Skull & Bones: Cos’è e Cosa potrà essere ? [GAMESCOM RECAP]

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Fine Agosto, un periodo in cui ci si gode gli ultimi giorni delle tanto attese e meritate vacanze, in cui si assoporano gli ultimi momenti estivi e ci si prepara sia al ritorno a lavoro, a scuola e in università che magari all’inzio di una nuova avventura.

In questo cronotopo mediamente malinconico e attendista si è collocato e aperto un vero e proprio nuovo capitolo della mia vita, e per tutto questo non posso far altro che ringraziare Ubisoft. Difatti in quel apparentemente scialvo periodo di preparazione, nel mio caso, alla sessione settembrina di esami universitari, è iniziata la mia nuova avventura da Ubisoft Star Player. Un esperienza questa che durerà ancora per qualche mese, e di cui quindi mi sembra sia troppo presto che inopportuno, visto la sede, parlarvene, ma che nel complesso, mi ha permesso sotto molti punti di vista di VIVERE una nuova realtà, aprendo gli occhi e incominciando a capire molte questioni fino a poco tempo fa nebulose, sia dell’ambito videludico che non.

Tutto questo è iniziato con il materializzarsi dell’invito ufficiale ad un viaggio, completamente grautito per le mie tasche, di 4 giorni in Germania, in particolar modo a Colonia, per prendere parte insieme ad altri #UbisoftStarPlayer ed Ubisoft, alla Gamescom 2018. Una delle più note e prestigiose vetrine dell’industria videoludica che permette agli editori e agli sviluppatori di mostrare le loro creazioni al pubblico, ottenendo dei primi importanti feedback sui loro prodotti.

Ubisoft Booth alla Gamescom 2018

In questo contesto, e in qualità di #UbisoftStarPlayer , abbiamo avuto modo ovviamente di testare con una certa esclusività vari videogiochi, in particolar modo quelli della line-up Ubisoft, ricevendo anche dettagliate e approfondite masterclass dagli sviluppatori stessi sui giochi in questione.

Esemplare di IndovinoX selvatico allo stand di S&B alla Gamescom 2018

Tra i vari prodotti e stand adibiti per i videogames, 2 su tutti primeggiavano nella mia mente e nel mio cuore, uno ovviamente era Assassin’s Creed, per i motivi che tutti sappiamo, e l’altro, era un videogioco di cui ne avevo molto sentito parlare bene, in particolar modo dal mio compagno di merende Aosen Creed, che richiamava all’apparenza molti elementi che mi potevano piacere, dallo stile piratesco, alla personalizzazione dettagliata, fino al gioco di squadra.

E parlando con gli altri #UbisoftStarPlayer era palpabile che non solo io fossi interessato a questa nuova IP di Ubisoft, poichè i vari trailer e gameplay distribuiti poche settimane prime dell’evento, avevano colpito molto l’attenzione generale, a tal punto da assistere a scene di code di ore e ore solo per provare il gioco; parliamo ovviamente di Skull & Bones.

Per capire ulteriormente il rilievo assunto e dato da Ubisoft a questo gioco, oltre ad avere un apposito e importante spazio all’interno del padiglione, prima di entrare nella sala di gioco in sè, l’editore francese aveva programmato per i fan la possibilità di assistere ad una vera e propria masterclass introduttiva, dove veniva spiegato, in modo conciso, dall’ambientazione, alle meccaniche in-game, alle idee di sviluppo future, tutto sull’universo dietro al prodotto Skull & Bones.

Una brevissima lezione pubblica, che è andata perfettamente a completare il nostro bagaglio informativo sul gioco, imponentemente arricchito dalla masterclass privata avuta nell’Ubisoft Lounge da noi #UbisoftStarPlayer , in cui i Devs (sviluppatori) di S&B, ci hanno svelato molti retroscena sul videogioco in sè, spiegandoci nel dettaglio i vari modi con cui è possibile affrontarlo e, in seguito a nostre domande, designando un futuro colmo di idee molto ambiziose, in particolare sulla personalizzazione della ciurma e della nave, che, se ben reliazzate, si rivelerebbero quasi eclatanti per il mondo videoludico.

Ritornando allo stand di Skull & Bones, dopo la breve masterclass, arriva finalmente il tanto atteso momento di provare il gioco.

Decido di affrontarlo ascoltando quanto detto online e dai vari amici che l’hanno provato prima di me, utilizzo quindi inizialmente la nave più rapida disponibile, ovvero la Jaeger. Una scelta questa frutto del “dire comune” che affermava quanto il gameplay con una imbarcazione veloce fosse più semplice e capibile per chi si approcciava inizialmente, potendo scorrazzare il più fluidamente possibile tra le acque dell’oceano indiano; e sotto questo punto di vista è stata infatti ineccepibile, la fluidità di movimento data da questo brigantino è palpabile. Il problema che si è presentato avanti a me è stato però sicuramente la potenza di fuoco che, visto sia le mancanze della nave sotto questo punto di vista che la mia non ferratezza con i comandi del controller Xbox One, risultava più essenziale della velocità negli scontri.

Frame in-game di una battaglia navale

Cosi’, dopo la prima “desincronizzazione”, ecco che decido subito di cambiare e di optare per la Royal Fortune, una vera e propria fregata con una rilevante potenza di fuoco, poco rapida ma devstante nello scontro a viso aperto.  Inizio improvvisamente a trovarmi bene nei conflitti, riusciendo ad incidere di più per efficacia e per controllo della situazione, soffrendo nonostante ciò però sempre tanto negli scontri, nella quale continuavo a subire rilevanti danni. Finchè, e qua arriva anche a mostrarsi il grande potenziale del gioco, mi arriva sull’interfaccia la richiesta di unirmi in un gruppo, richesta proveniente da un altro player presente nello stand (la sessione di gioco era in LAN). Una volta accettata iniziamo a dialogare in cuffia, finchè, poco dopo le prime battute e indicazioni sul dove andare e contro chi andare, scosto lo sguardo e noto che è proprio un Devs in persona, defilato rispetto alla mia postazione, a parlarmi ed ad essersi unito a me, e sarà proprio lui che andrà ad affiancarmi nella sessione in corso. Bè vi lascio immaginare come sia andata a finire con il suo aiuto.

Gioco di squadra ? Per noi SI, è FONDAMENTALE!

Io da lontano a bombardare con tutta la mia potenza di fuoco e lui, che sapeva si usare la Jaeger, che sfrecciava da un lato all’altro delle navi nemiche infierendogli importanti danni e distraendole dai miei pesanti attacchi. Solo ceneri per i nemici e tante vittorie per noi.

Si conclude cosi’ la sessione in modo molto positivo, aprendo anche in me una grossa riflessione sul gioco.

Ci troviamo davanti ad un prodotto basato (purtroppo) solo sul multiplayer, il gameplay online in singolo, almeno per il primo impatto, è si possibile, ma difficile, devi avere davvero un’ottima dimestichezza fin da subito con i comandi e con la freneticità dal gioco per fare bene. Risulta invece, a differenza di quando pensassi di primo acchitto, FONDAMENTALE il gioco di squadra e l’unione di vari stili differenti per un’unica causa, questo infatti, almeno nel mio caso, ha evidenziato quanto la progettazione e poi relizzazione di una tattica di gruppo sia essenziale per trionfare, aprendo quindi scenari “community” molti importanti su cui spero con tutto me stesso il gioco riesca a coinvolgere più persone possibile.

Gli orizzonti sono molto belli ed interessanti, speriamo solo che non rimangano orizzonti ma diventino vere e proprie realtà.

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